Il test da carico orale di glucosio (OGTT = oral glucose tolerance test) è fondamentale per la diagnosi della ridotta tolleranza al glucosio, del diabete gestazionale e del diabete mellito.

 

 Indicazioni all’analisi

 

L’OGTT è indicato in tutti i soggetti di età superiore ai 45 anni e nelle persone di età inferiore a 45 anni se è presente una delle seguenti condizioni:

-Obesità

-Familiarità di primo grado con un paziente diabetico

-Appartenenza ad un’etnia ad alta prevalenza di D.M.

-Pregressa diagnosi di D.M. gestazionale o precedente aborto o gravidanza con feto macrosomico

 (P.C.>4 Kg)

-Ipertensione arteriosa

-Ipertrigliceridemia

-Bassi livelli plasmatici di HDL-colesterolo

-Precedente diagnosi di “alterata glicemia a digiuno” o di “ridotta tolleranza ai  carboidrati”.

 

Metodiche e strumenti

 

Il paziente in esame deve seguire, durante i tre giorni precedenti al test, una dieta contenente circa 200 mg/die di carboidrati (in ordine al contenuto decrescente degli stessi: zucchero, riso, miele, fette biscottate, crackers, semolino, pasta ecc). Nel periodo di preparazione è necessario non sottoporsi ad eccessivo esercizio fisico o a sforzi diversi dal solito. La sera precedente all’esecuzione del test, dopo la cena occorre restare digiuni e astenersi dall’alcool, caffè, fumo. Anche durante la prova è possibile bere solo acqua (senza limiti). Non devono inoltre essere presenti condizioni patologiche in grado di provocare una ridotta tolleranza glucidica (ad es. infezioni, infarto del miocardio, accidenti cerebro-vascolari ecc.).

La dose orale di glucosio da somministrare al paziente, disciolta in 250 mL di acqua, è pari a 75 grammi nell’adulto. Alle donne in gravidanza il test viene effettuato tra la 24a  e la 28a  settimana di gestazione somministrando un carico di 50 grammi (minicarico).La dose nei bambini è invece pari a 1,75 grammi/kg di peso corporeo.

I prelievi per la determinazione della glicemia, ed eventualmente della concentrazione di insulina e di C-peptide, vengono effettuati ogni 30 minuti nelle due ore successive, nonché alla terza, alla quarta e alla quinta ora dalla somministrazione del carico di glucosio. Utilizzando i risultati ottenuti è possibile costruire un diagramma cartesiano, ponendo sulle ordinate i valori delle glicemie e sull’ascissa i tempi dei prelievi in minuti: si ottiene così la “curva glicemica”. Nei soggetti normali la glicemia raggiunge i valori massimi (comunque non superiori al 50-60% del valore basale) dopo 30-60 minuti dopo la somministrazione del glucosio, ma dopo 90-120 minuti i livelli glicemici calano per effetto dell’insulina. Nel caso in cui durante il test si determinino anche i livelli di insulina, questi presenteranno due picchi: uno più alto e precoce dovuto al rilascio dell’ormone preformato da parte delle cellule beta, e l’altro più tardivo e di minore entità costituito dall’insulina neo-sintetizzata.

 

Valori di riferimento nel plasma venoso

 

Adulti

basale   =

 70-115 

mg/dL

 

a 30’     = 

110-170 

mg/dL

 

a 60’     = 

120-170 

mg/dL

 

a 90’     = 

100-140 

mg/dL

 

a 120’   <

140

mg/dL

 

 

 

 

Bambini

basale   <

130

mg/dL

 

a 120’   < 

140

mg/dL

 

 

 

 

Gravide

basale   < 

105

mg/dL

 

a 60’     <

190

mg/dL

 

a 120’   < 

165

mg/dL

 

Interpretazione dei risultati

 

Per poter formulare la diagnosi di diabete mellito occorre che almeno due valori in tempi diversi durante la prova siano >200 mg/dL (naturalmente esistono anche altri criteri per la diagnosi, come la rilevazione di glicemie a digiuno ³ 140 mg/dL e la presenza di sintomi e segni clinici.).

Per poter formulare la diagnosi di ridotta tolleranza ai carboidrati occorre la presenza di tre condizioni necessarie e sufficienti: che la glicemia a digiuno sia <140 mg/dL; che la glicemia durante la prova ai tempi 30’ o  60’ o 90’ sia compresa tra 140 e 199  mg/dL ; che la glicemia al tempo di 120’ sia compresa tra 140 e 199 mg/dL.

Per la diagnosi di diabete mellito nei bambini occorre la positività di due condizioni necessarie e sufficienti: glicemia a digiuno >140 mg/dL e comparsa durante l’OGTT di un valore glicemico >200 mg/dL.

E’ importante ricordare che, dopo la rilevazione di un test negativo, questo va ripetuto a distanza di tempo. Inoltre occorre tenere presente le condizioni in cui può essere presente un aumento della tolleranza glucidica in assenza di D.M., come una diminuzione dell'assorbimento di glucosio per malattie intestinali oppure un aumento della secrezione di insulina (ad esempio per iperplasia o neoplasia delle cellule b-pancreatiche) oppure la contemporanea terapia con clofibrato, fenobarbital, ASA ecc. Al contrario condizioni che riducono la tolleranza possono essere la riduzione della gluconeogenesi (mal.epatiche, stress, infezioni) e/o il maggiore assorbimento intestinale (ipertiroidismo, dieta ipocalorica ecc).