Per microalbuminuria si intende la presenza nelle urine di microquantità di albumina, non rilevabili con le comuni strisce reattive, ma quantificabili con metodo radioimmunologico.

¨   Indicazioni all’analisi

     La ricerca e la quantificazione della microalbuminuria costituiscono un atto fondamentale nello sceening delle complicanze diabetologiche.

     La microalbuminuria rappresenta l’unico indizio facilmente accessibile della nefropatia diabetica in fase preclinica, dal momento che le alterazioni glomerulari strutturali ed ultrastrutturali in questa fase risulterebbero dimostrabili solo mediante biopsia renale.

¨   Metodiche e strumenti

     I metodi convenzionali per l’identificazione delle proteine nelle urine comprendono il test dell’acido solfosalicilico e vari indicatori colorimetrici acido-base, utilizzati sottoforma di strisce reattive (albustix). Questi metodi tettavia sono relativamente poco sensibili, in quanto identificano l’escrezione urinaria di proteine solo se questa è superiore a 300 mg/die. La proteinuria identificabile mediante le strisce reattive è detta macroproteinuria (od anche macroalbuminuria, dal momento che l’albumina rappresenta oltre il 50% delle proteine urinarie). 

     La determinazione della microalbuminuria avviene sulle urine delle 12 ore, con metodo radioimmunologico ad alta sensibilità, in grado di quantificare un’escrezione urinaria di albumina in un range di 30-300 mg/die.

Come effettuare la raccolta urinaria

    Le urine vanno raccolte in un contenitore di plastica a tenuta, dalla capacità di 2000 cc. La sera, prima della cena, il paziente dovrà vuotare la vescica e, da quel momento, dovrà raccogliere ogni mitto nel contenitore, fino al mattino seguente, per 12 ore.

    E’ consigliabile che il paziente beva 2 bicchieri di acqua a cena ed altri 2 prima di coricarsi.

¨   Valori di riferimento

 

 quantità

% albumina

 fase clinica

Normoalbuminuria

< 30 mg/die

(< 30 mcg/min)

11%

Assenza di nefropatia

Microalbuminuria

30-300 mg/die

(20-200 mcg/min)

22%

Nefropatia diabetica preclinica

Macroalbuminuria

>300 mg/die

( > 200 mcg/min)

50%

Nefropatia diabetica clinica

    L’escrezione di albumina nei soggetti normoglicemici e diabetici ha una variabilità intradiana del 40-50%, aumentando durante il giorno, per effetto di prolungata ortostasi e della deambulazione, ed in presenza di infezioni urinarie.

¨   Interpretazione dei risultati

     Nei pazienti con D.M. tipo 1 la microalbuminuria costituisce un fattore predittivo dell’incipiente nefropatia diabetica, che si manifesta in circa il 30% dei casi dopo 15 anni dall’esordio della malattia diabetica.

     I soggetti che hanno una microalbuminuria compresa tra 50-250 mg/die mostrano un rischio venti volte magiore di sviluppare la nefropatia rispetto a coloro che hanno valori di microalbuminuria inferiori a 50 mg/die.

     Nei pazienti con D.M. tipo 2 la microalbuminuria costituisce più in generale un fattore predittivo per eventi cardiovascolari, oltre che un fattore predittivo della nefropatia diabetica. Quest’ultima peraltro colpisce circa il 15% dei diabetici di tipo 2 e può essere diagnosticata anche subito dopo l’acclararsi della malattia diabetica.

     Quando i valori della microalbuminuria raggiungono o superano i 50 mg/die di regola sono presenti anche retinopatie diabetica ed ipertensione arteriosa.

     Gli eventi cardiovascolari costituscono la prima causa di mortalità dei pazienti microalbuminurici con D.M. tipo 2, dal momento che essi si verificano con un’incidenza dieci volte superiore a quella che riguarda pazienti diabetici non microalbuminurici.