Per chetonuria si intende la presenza di corpi chetonici (acetone, acetoacetato e b-idrossibutirrato ) nelle urine.La chetogenesi trae origine dalla utilizzazione degli acidi grassi non esterificati che vengono b-ossidati a livello epatico. La chetogenesi viene attivata, nella malattia diabetica, dall’eccesso di glicemia o dalla brusca caduta del rapporto insulina/glucagone.

¨   Indicazione all’analisi

L’esecuzione del test è indicata nei seguenti casi:

-      diagnosi del diabete mellito di tipo 1 di recente insorgenza

-      valutazione del compenso glicometabolico in pazienti diabetici

-      diagnosi differenziale degli stati di acidosi metabolica

-      durante fasi “critiche” nel decorso della malattia diabetica (malattie intercorrenti, durante la gravidanza, nel caso in cui si interrompa la terapia insulinica

-      se il livello di glicemia persiste intorno alle 15 mmoli/L nelle 24 ore)

¨   Metodiche e strumenti

Per saggiare rapidamente la presenza di corpi chetonici nelle urine si utilizzano cartine reattive contenenti nitroprussiato, glicina ed un tampone fortemente alcalino.Tali cartine vengono comunemente chiamate “ketostix”.

Il metodo si basa  sulla reazione dell’acido acetoacetico e dell’acetone (ma non del beta-idrossibutirrato) con il nitroprussiato che determina la colorazione rosso-viola della cartina.

¨   Valori di riferimento

Qualitativo   =  assente

Quantitativo < 1,7-40 mg/dL

¨   Interpretazione dei risultati

La quantità di corpi chetonici nelle urine aumenta  durante gli stati febbrili, con una dieta ricca di grassi, nel digiuno prolungato, nell’ipertiroidismo.

Nel paziente con diabete mellito di tipo 1 la chetonuria aumenta nelle fasi di scompenso glico-metabolico e perciò è un parametro che deve essere opportunamente valutato dai sanitari al fine di prevenire l’insorgenza delle complicanze acute della malattia.