L’insulina è un ormone prodotto e secreto dalle cellule beta del pancreas.

E’ un ormone indispensabile per il mantenimento dell’omeostasi glicemica.

 

Indicazioni all’analisi

 

La determinazione dell’insulinemia è importante per la diagnosi di diverse condizioni morbose:

- Diabete Mellito tipo 1;

- Diabete Mellito tipo 2 in fase avanzata;

- Alterata o ridotta tolleranza glucidica;

- Valutazione della resistenza all’insulina;

- Insulinomi;

- Obesità;

- Valutazione della resistenza insulinica

 

Metodiche e strumenti

 

L’insulinemia si dosa nel paziente digiuno da almeno 12 ore, in assenza di fonti di stress metabolico.La determinazione dei valori dell’insulina può anche essere effettuata:

     - dopo appropriati stimoli rappresentati dal carico orale o endovenoso di glucosio

     - dopo la somministrazione di un grammo di tolbutamide (oggi abbandonato)

     - dopo digiuno prolungato.

Il dosaggio dell’ormone si attua attraverso metodiche radioimmunologiche (RIA) o immunoenzimatiche (ELISA) che consentono una risposta precisa e rapida (15 – 20 min.).

 La prima tecnica consiste nel marcare l’insulina con 125I; questa viene incubata con anticorpi specifici affinché si formino dei complessi tra gli anticorpi stessi e l’antigene rappresentato dall’insulina marcata. A questo punto si può aggiungere il siero del campione che contiene l’antigene freddo, cioè l’insulina non marcata; quest’ultima spiazza l’antigene marcato dal legame con gli anticorpi. Quanto maggiore risulta la concentrazione d’insulina nel campione tanto minore sarà la fissazione dell’antigene marcato. Poiché la radioattività emessa dalla reazione è direttamente proporzionale alla quantità di antigene marcato legato, lo spiazzamento di quest’ultimo determinerà una diminuzione della radioattività. Il decremento del valore della radioattività è misurata attraverso un g-counter e sarà equivalente al contenuto di insulina nel campione.

Molti laboratori utilizzano una metodica immuno-enzimatica evitando l’uso di radioisotopi. Tale tecnica, come nel caso precedente, utilizza le proprietà immunogene dell’insulina e il legame antigene–anticorpo; in questo caso però l’entità della formazione dei complessi Ag-Ab è misurata  sfruttando le proprietà di un enzima che agisce su di un substrato, modificandolo. Il substrato è rappresentato da una sostanza cromogena incolore che, dopo la reazione catalizzata dall’enzima legato all’anticorpo, genera un prodotto colorato.Quest’ultimo avrà un picco di densità ottica, o di assorbanza, quantificabile attraverso uno spettrofotometro, che sarà direttamente proporzionale alla quota di anticorpi legata all’antigene.

 

Valori di riferimento

 

Ins = 6-23 mU/mL

Questo è il valore normale nel paziente a digiuno; nel periodo post-prandiale l’insulinemia può aumentare anche di 4-8 volte.

 

Interpretazione dei risultati

 

Nell’interpretare i valori dell’insulinemia occorre tenere presente che questi possono risultare aumentati dopo stimolazione vagale o in caso di terapia con farmaci parasimpaticomimetici o con sulfaniluree. Al contrario la stimolazione simpatica e l’utilizzo di farmaci quali  adrenalina e diazossido possono far diminuire la secrezione di insulina.

L’insulinemia appare fortemente ridotta in caso di:

·          D.M. tipo 2 in fase avanzata

·          D.M. tipo 1

·          obesità

·          gravidanza

·          insulinoma

·          m. di Cushing

·          acromegalia

 

Valutazione dell'insulinoresistenza

    Un indice di valutazione indiretta dell’insulinoresistenza e, reciprocamente, della funzione    beta-cellulare (descritto dal cosidetto “HOMA model”) può essere derivato dalla relazione tra parametri semplici, come indicato nella formula sotto riportata (1)

 

Dove:  FI =  insulinemia a digiuno (mU/mL) e  G  = glicemia a digiuno (mg/dL)

 

(*) strettamente correlata con l’alterazione della secrezione di insulina

(1) Haffner S.M.,Gonzales C, Miettinem H.,Kennedy E.,Stern M.P., “A prospective analysis of the HOMA model”,Diabetes Care 19:1138-1141, 1996