I lipidi sono un gruppo eterogeneo di sostanze insolubili in soluzioni acquose e pertanto trasportabili nel plasma solo formando complessi macromolecolari con specifiche lipoproteine.

 

     ACIDI GRASSI LIBERI

Circa il 5% degli acidi grassi presenti nel plasma non sono esterificati e perciò sono detti acidi grassi liberi o NEFA.Essi circolano veicolati principalmente all’albumina, sono costituiti da acidi grassi a lunga catena (16-18 C) e corrispondono agli acidi grassi presenti nei trigliceridi.

La concentrazione plasmatica di NEFA ammonta a circa 11,5-23 mg/dL.

I NEFA hanno un’emivita brevissima, pari a circa 2-3 minuti, perché hanno un velocissimo turn-over: essi infatti contribuiscono notevolmente al metabolismo intermedio ed hanno un elevato rendimento energetico attraverso la loro beta-ossidazione da parte soprattutto del fegato e del miocardio.

Per via del loro ruolo nel metabolismo intermedio è ovvio che la mobilitazione e l’utilizzazione dei NEFA aumenti in condizioni di carenza di glucosio (i più cospicui aumenti di NEFA sono presenti nel coma chetoacidosico).

I NEFA sono misurati attraverso il metodo tritrimetrico o con metodo colorimetrico.

 

Trigliceridi

I trigliceridi sono composti dall’esterificazione del glicerolo con a.grassi.

L’aumento della loro concentrazione plasmatica dipende da una dieta con apporto eccessivo di grassi e zuccheri e dalla sintesi epatica.I trigliceridi sono veicolati in circolo dalle VLDL.

L’ipertrigliceridemia è l’alterazione più comune che si osserva in corso di diabete, perché viene meno l’effetto inibitorio dell’insulina sulla lipoprotein lipasi ormone-sensibile e perché c’è una sovrapproduzione epatica di VLDL.

I TG vengono dosati con metodo chimico o enzimatico.Il metodo enzimatico prevede l’impiego sequenziale, previa idrolizzazione dei TG in a.grassi e glicerolo, di tre enzimi (glicero-chinasi, piruvato chinasi e lattico-deidrogenasi). I prodotti final di questa  serie di reazioni sono il lattato e il NAD+; la concentrazione di quest’ultimo, determinata attraverso metodo spettrofotometrico, equivale alla concentrazione di TG nel campione analizzato.

La concentrazione plasmatica di TG deve essere inferiore ai 160 mg/dL.

 

Colesterolo e LIPOPROTEINE

Esistono numerosissime metodiche per dosare il colesterolo plasmatico, basate sulla  sua reazione con l’acido solforico,reazione che genera  composti colorati dosabili spettrofotometricamente.Le tecniche più recenti utilizzano anche enzimi per rendere la reazione di colorazione del substrato cromogeno più veloce ed accurata.

Il colesterolo plasmatico totale deve essere minore di 200 mg/dL nel giovane e minore di 250 mg/dL nell’anziano, ma oggi si presta maggiore attenzione, per la prevenzione del rischio cardiovascolare,alla quantità di colesterolo HDL e LDL .

Le lipoproteine plasmatiche sono divisibili, in base alla loro migrabilità elettroforetica, in quattro “bande” (all’origine, pre-beta, beta, alfa) che corrispondono all’aumento progressivo della densità e quindi della frazione proteica.

Tale metodica permette di suddividere le lipoproteine in quattro classi:

chilomicroni, VLDL, LDL e HDL.

I livelli di VLDL, parallelamente a quelli di TG, sono spesso aumentati in corso di diabete, per i motivi precedentemente menzionati.

Anche i livelli di LDL sono aumentati in associazione al cattivo controllo glicemico perché viene meno la stimolazione dell’insulina sul recettore delle LDL e contemporaneamente la glicosilazione delle apo B  ne riduce l’affinità col recettore stesso.

La concentrazione di LDL nel plasma è circa  50-190 mg/dL.

Il colesterolo-LDL può essere calcolato attraverso la formula di Friedewald.

I livelli di HDL nel diabete variano in maniera inversa rispetto alle VLDL, in quanto il catabolismo di queste ultime diminuisce e quindi diminuisce pure il trasferimento di lipidi e apoproteine alle HDL.Per questo motivo nel D.M. tipo 2 la concentrazione di HDL è inferiore al range normale che è di 30-70 mg/dL nell’uomo e di 30-90 mg/dL nella donna.