Il trattamento ottimale del diabete mellito è guidato dalla conoscenza dei livelli di glucosio plasmatico. L’avvento di apparecchi per la misurazione della glicemia facili da usare, economici e maneggevoli ha introdotto il concetto di automonitoraggio della glicemia da parte dei pazienti diabetici (SMBG: self-monitoring of blood glucose).

Tale metodica ha introdotto numerosi vantaggi: ottimizzazione del trattamento, monitoraggio della glicemia senza obbligo di ospedalizzazione, maggiore tempestività nell’affrontare le ipo- e le iperglicemie, acquisizione da parte del paziente di una maggiore “familiarità” con la malattia e con le cause e gli effetti della variazione della glicemia sul proprio organismo.

 

Indicazioni all’analisi

 

Le indicazioni alla SMBG si sono allargate a tutti i pazienti diabetici, sia di tipo 1 sia di tipo 2, in trattamento sia con insulina sia con OHA. Naturalmente una maggiore attenzione deve essere  posta in relazione a particolari momenti “critici” nella vita del paziente diabetico:

-malattie intercorrenti;

-gravidanza ed allattamento:

-passaggio dalla terapia con ipoglicemizzanti orali a quella con insulina;

-cambiamento dello schema di dosaggio dell’insulina;

-cambiamento delle abitudini dietetiche;

-diabete caratterizzato dalla tendenza a sviluppare spiccate ipo- o iperglicemie.

 

Metodiche e strumenti

 

Attualmente sono disponibili apparecchi per la misurazione quantitativa della glicemia che utilizzano la reazione chimica tra il glucosio del sangue del paziente e l’enzima glucoso-ossidasi contenuto in strisce reattive da inserire nell’apparecchio stesso; la reazione di ossidazione del substrato genera una energia chimica la cui entità è direttamente proporzionale alla quantità di glucosio nel campione in esame. Tale energia  viene convertita in una corrente elettrica (reazione elettro-chimica) che viene poi espressa nei valori che appaiono sul display digitale.

Questi apparecchi sono detti “reflettometri” o “fotometri a reflessione” ed hanno attualmente delle caratteristiche che ne consentono un uso razionale: sono infatti compatti e leggeri, hanno una batteria di lunga durata (sufficiente per 1000-2000 tests), hanno un ampio range di misurazione della glicemia, il risultato appare in pochi minuti ecc.

Il test consiste nel porre una goccia di sangue del paziente sulla striscia inserita nell’apparecchio misuratore; occorre poi attendere un tempo variabile da 1 a 2 minuti,secondo lo strumento, fino a quando sul display comparirà il risultato ottenuto.Le mani del paziente devono essere asciutte e pulite e la lancetta da utilizzare sterile.

Tuttavia questa metodica presenta anche il rischio di falsi risultati dovuti soprattutto agli errori effettuati dai pazienti nell’eseguire o nell’interpretare i risultati del test (persone anziane, difetti visivi, incongrua conservazione delle strisce ecc); inoltre le strisce reattive possono deteriorarsi o venire contaminate da composti iodati o dall’alcool. E’ importante sottolineare il fatto che esistono in commercio diversi tipi di strisce reattive che non sono intercambiabili a meno che non si tari opportunamente l’apparecchio quando si sostituisce il tipo di striscia utilizzata.

 

Valori di riferimento ed interpretazione dei risultati

 

Al fine di valutare nel tempo il controllo glico-metabolico della glicemia, il paziente deve controllare la propria glicemia ogni giorno 30 minuti prima di ogni pasto e prima di coricarsi.Uno o più giorni alla settimana il paziente doserà la glicemia anche due ore dopo il pasto e alle ore 3 del mattino.Con l’ottimizzazione della terapia i controlli giornalieri saranno modulati in modo meno serrato, sempre in rapporto al caso specifico.

Il medico può così valutare, attraverso la conoscenza del profilo glicemico del paziente, se la malattia è in buono, accettabile o cattivo compenso glicometabolico (vedi tabella), modulando di conseguenza la terapia da prescrivere.

Nel soggetto oltre i 65 anni la frequenza dei controlli ed il target di compenso metabolico andranno individualizzati in rapporto alla specifica situazione del paziente ed al regime terapeutico.

 

COMPENSO GLICOMETABOLICO

  Valutazione

  BUONO

ACCETTABILE

SCARSO

Glicemia a digiuno (mg/dl)

<110

<140

<200

Glicemia 2 ore dopo i pasti  (mg/dl)

<140

<200

>200

HbA1c

<7,0%

7,0-8%

>8%