L’acido urico è il prodotto finale del metabolismo delle basi puriniche (guanina e adenina). Esso deriva dalla ossidazione delle basi puriniche di origine endogena e alimentare.La concentrazione di acido urico nel sangue e nei liquidi biologici è determinata dal bilancio tra produzione ed eliminazione della sostanza stessa; nel rene l’acido urico viene filtrato dal glomerulo, riassorbito nel tubulo prossimale (riassorbimento presecretorio) per essere ivi nuovamente secreto, ed infine riassorbito solo in piccola parte dall’ultima porzione del tubulo prossimale (riassorbimento postescretorio). L’escrezione urinaria giornaliera dell’acido urico nel soggetto normale varia tra 280 e 600 mg/die ma può diminuire, determinando iperuricemia, per diversi fattori: glomerulopatie, diuretici tiazidici, farmaci dissociabili in acidi deboli, alcoolismo, chetoacidosi diabetica ecc.

Il controllo periodico dei valori di uricemia nel paziente diabetico rappresenta, assieme a quello della creatininemia ed alla clearance della creatinina, un indice della funzionalità renale, che, durante il decorso della malattia, è spesso compromessa.

E’ importante altresì notare che l’iperuricemia rappresenta un fattore di rischio cardio-vascolare, tanto più rilevante se in presenza di diabete mellito. Per questo motivo è opportuno monitorare i livelli di a.urico nei pazienti diabetici.

 

Metodiche e strumenti

L’acido urico può essere dosato nei liquidi biologici con metodi enzimatici o colorimetrici.

Il metodo colorimetrico si basa sul principio secondo cui l’acido urico, in ambiente alcalino, riduce l’acido fosfotungstico in blu di tungsteno che viene misurato fotometricamente. L’intensità del colore sarà direttamente proporzionale alla concentrazione di acido urico del campione.

Il metodo enzimatico utilizza l’uricasi che trasforma l’acido urico in allantoina.L’acido urico ha il picco di assorbanza a 290 nm. mentre l’allantoina non assorbe la luce a questa lunghezza d’onda; attraverso uno spettrofotometro si può misurare la diminuzione dell’entità dell’assorbanza dell’acido urico dopo la sua trasformazione in allantoina, misurando così in maniera indiretta la quantità di a.urico che il campione in esame presentava.

Un altro metodo enzimatico sfrutta due diversi enzimi: l’uricasi e la catalasi. Il principio su cui si basa tale metodica è di tipo colorimetrico.Il perossido di idrogeno, che si libera dalla reazione catalizzata dall’uricasi, ossida, grazie alla catalasi, un composto cromogeno (ad es. la 4-aminoantipirina).L’entità del picco della densità ottica presentata dalla sostanza colorata così prodotta sarà direttamente proporzionale alla concentrazione di a. urico nel campione.Anche in questo caso la lettura dell’assorbanza sarà eseguita da uno spettrofotometro.

 

Valori di riferimento

Maschio adulto e femmina in post-menopausa = 3,5-7,2 mg/dL

Femmina = 2,6-6 mg/dL

I valori dell’uricemia sono minori in epoca pre-puberale (di circa il 10-20%)

 

Interpretazione dei risultati

La concentrazione di acido urico aumenta in caso di:

Al contrario la concentrazione plasmatica di a.urico diminuisce in caso di: